Lombardia: contributi per l’adozione di piani aziendali Smart Working

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Lombardia: contributi per l’adozione di piani aziendali Smart Working

Con l’Avviso Pubblico per l’adozione di Piani aziendali di Smart Working, la Regione Lombardia intende promuovere lo sviluppo dello Smart Working, un modello organizzativo innovativo che consente una maggiore flessibilità per i dipendenti, per quanto riguarda luogo e tempi di lavoro.

L’obiettivo è quello di incrementare la produttività aziendale e il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici lombarde, conciliando famiglia-lavoro.

L’iniziativa è finanziata con risorse del POR FSE 2014-2020 – Asse I “Occupazione”, Azione 8.6.1 e si divide in 2 tipologie di intervento:

  • Azione A – Supporto per l’adozione di un piano aziendale di smart working
  • Azione B – Supporto all’attuazione del piano aziendale di smart working

La dotazione finanziaria totale è pari a 4.500 milioni di euro, di cui 3 milioni destinati agli interventi dell’Azione A, mentre 1,5 milioni destinati a quelli dell’Azione B.

Beneficiari del Bando Regione Lombardia

Il Bando si rivolge a tutte le micro, piccole e medie imprese, con almeno 3 dipendenti, escluse le aziende del settore agricolo. Le imprese beneficiarie devono avere sede operativa e attiva in Lombardia.

Sono ammesse all’agevolazione anche le imprese che hanno avviato il lavoro agile (o smart working) a partire dal 25 febbraio 2020, in via provvisoria per fronteggiare l’emergenza epidemiologica, fino al perdurare dello stato di emergenza. Requisito necessario che le imprese abbiano:

  • assolto agli obblighi informativi anche in via telematica;
  • assolto agli obblighi di comunicazione attraverso il caricamento sul sito ministeriale ClicLavoro;
  • introdotto stabilmente il lavoro agile come modalità di lavoro regolamentata all’interno dell’azienda.

Tipologie di intervento ammesse al Bando dedicato allo Smart Working

Il bando finanzia progetti che possono riguardare 2 tipi di intervento:

1) Azione A “Adozione del piano aziendale Smart Working”: servizi di consulenza, formazione e avvio di progetto pilota finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale.

Le spese riguardano:

  • Attività preliminari all’adozione del piano di smart working:
    • analisi organizzativa e dei processi interni aziendali;
    • individuazione delle tecnologie digitali più idonee per lo smart working (es. strutturazione di processi di dematerializzazione, realizzazione di strumenti di social collaboration, utilizzo di devices, ecc.);
    • consulenza giuslavoristica per garantire il rispetto delle normative vigenti;
    • eventuale supporto alla ridefinizione dell’organizzazione di lay-out fisici (eventuale spesa facoltativa);
    • supporto per la stesura del piano di smart working e la redazione dell’accordo aziendale, corredato della modulistica necessaria.
  • Attività di formazione rivolta al management/middle management e agli smart worker: formazione obbligatoria per accompagnare il management e i lavoratori al cambiamento organizzativo, rivolta ad un massimo di 10 partecipanti. Ai fini del riconoscimento della spesa, la percentuale media di partecipazione dovrà essere superiore al 75% delle ore di formazione previste. La durata massima è determinata in base al numero di dipendenti, mentre la durata minima è di 16 ore.
  • Avvio e monitoraggio di un progetto pilota: sperimentazione del piano di smart working della durata minima di 5 mesi, anche con un numero ridotto di dipendenti coinvolti.

Le attività dell’Azione A devono essere obbligatoriamente erogate da un solo soggetto iscritto sia all’Albo Regionale degli Accreditati per i Servizi di Istruzione e Formazione Professionale, sia all’Albo Regionale degli Accreditati per i Servizi di Lavoro.

2) Azione B “Attuazione del piano aziendale Smart Working”: acquisto di strumenti tecnologici funzionali all’implementazione del piano di smart working.

Le spese riguardano l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica funzionale all’attuazione del piano:

  • Hardware: notebook, smartphone e accessori;
  • Software funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart working.

Tutte le spese dovranno essere sostenute successivamente alla data di accettazione del contributo. Invece, per le imprese che hanno introdotto il lavoro agile durante il periodo dello stato di emergenza, sono considerate ammesse le spese a partire dal 25 febbraio 2020.

Agevolazione prevista dal Bando Lombardia

La misura concede un contributo a fondo perduto sotto forma di Voucher, calcolato in base alla tipologia di azione e al numero totale di dipendenti dell’impresa:

  • per un numero dai 3 ai 10 dipendenti, l’importo totale del voucher è pari a 7.500 €, di cui 5.000 € per l’azione A e 2.500 € per l’azione B;
  • dagli 11 ai 20 dipendenti, il contributo massimo è di 10.500 €, di cui 7.000 € per l’azione A e 3.500 € per l’azione B;
  • dai 21 ai 30 dipendenti, il voucher è pari ad un valore di 15.000 € massimo, di cui 10.000 € per l’azione A e 5.000 € per l’azione B;
  • oltre i 30 dipendenti, il contributo massimo è di 22.500 €, di cui 15.000 € per l’azione A e 7.500 € per l’azione B.

Scadenza del Bando per l’adozione di Piani aziendali di Smart Working

Per partecipare al Bando dedicato allo smart working, si potrà presentare domanda a partire dal 2 aprile 2020 fino al 15 dicembre 2021, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi.

Potranno accedere all’incentivo anche le imprese che, alla data di presentazione della domanda, non hanno una sede operativa attiva in Lombardia ma che si impegnano a costituirla entro la data di accettazione del contributo.

La selezione dei progetti avverrà tramite procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda, a seguito di istruttoria formale.  L’approvazione del contributo avverrà entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.

 

 

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