Decreto Aiuti, come contrastare gli effetti della crisi in Ucraina: i principali incentivi per le imprese

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Decreto Aiuti, come contrastare gli effetti della crisi in Ucraina: i principali incentivi per le imprese

Discusso e approvato in Consiglio dei Ministri, il “Decreto Aiuti” che stanzierà 12 miliardi di euro per interventi finalizzati a contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, mettendo a disposizione nuovi aiuti per sostenere economia, liquidità e soprattutto imprese col potenziamento dei crediti d’imposta.

Si attende in questi giorni la pubblicazione in GU.

Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro Giorgetti ha dichiarato:

“E’ stato approvato un pacchetto articolato di misure. A partire dall’intervento dedicato alle imprese che avevano relazioni con l’Ucraina, Russia e Bielorussia, che risultano colpite sia in termini di mancate esportazioni sia sui riflessi dei costi d’acquisto”

 

Vediamo ora le misure più rilevanti a favore delle imprese italiane.

Incentivi per imprese del settore energia e gas

Il Decreto Aiuti prevede un rafforzamento dei crediti d’imposta energia e gas, l’aumento previsto per il 2° TR 2022 varia in base alle imprese, come segue:

    • dal 20 al 25% del credito d’imposta a favore delle imprese gasivore;
    • dal 20 al 25% del credito d’imposta per le imprese non gasivore;
    • dal 12 al 15% del credito d’imposta a favore delle imprese non energivore.

Fondo per il sostegno delle attività danneggiate dalla crisi Ucraina

Per il 2022 è stato istituito un fondo da 200 milioni di euro per le imprese che hanno avuto ripercussioni economiche negative dalla crisi in Ucraina.

Nello specifico, si tratta di aiuti concessi in regime del “Nuovo Quadro Temporaneo di Aiuti” (limite max 400.000 euro), sotto forma di contributo a fondo perduto, a favore delle PMI maggiormente colpite dalla crisi Ucraina (operanti in settori specifici) che presentano i seguenti requisiti:

  • hanno realizzato negli ultimi due anni operazioni commerciali (compreso l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati) con Ucraina, Russia e Bielorussia pari almeno al 20% del fatturato totale;
  • hanno subito, nell’ultimo TR antecedente l’entrata in vigore del DM (inizio 2022), un aumento del costo di acquisto medio delle materie prime e semilavorati di almeno il 30% rispetto alla media del 2019 (o 2021 per imprese costituite nel 2020);
  • hanno subito, nell’ultimo TR, un calo del fatturato del 30% rispetto al medesimo periodo del 2019.

In presenza dei predetti requisiti spetta un contributo (rimodulabile a seconda del numero delle domande presentate) pari a:

  • Per imprese con ricavi del 2019 ≤ 5 milioni di euro: importo contributo = 60% *(ricavi medi dell’ultimo TR – ricavi corrispondente medesimo TR 2019)
  • Per imprese con ricavi del 2019 > 5 milioni di euro e ≤ 50 milioni di euro: importo contributo = 40% * (ricavi medi dell’ultimo TR – ricavi corrispondente TR 2019)

Incentivi per l’internazionalizzazione (Fondo 394 Simest)

Per fare fronte a difficoltà o rincari degli approvvigionamenti a seguito del conflitto, il Decreto prevede nuovi finanziamenti agevolati a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese. Confermata anche la quota di cofinanziamento a fondo perduto, fino al 40%.

Agevolazioni previste dal Piano Transizione 4.0

Con i Decreto Aiuti è previsto un aumento delle aliquote agevolative del Credito d’imposta Formazione 4.0 in base alla tipologia di impresa:

  • per micro e piccole imprese, l’aliquota varia dal 50 al 70% (nel limite massimo annuale di 300.000 euro)
  • per medie imprese, il credito varia dal 40 al 50% (fino ad un limite di 250.000 euro)

La maggiorazione sarà possibile solo a condizione che la formazione sia fornita da determinati soggetti, che saranno individuati con apposito Decreto, e che i risultati relativi all’acquisizione o consolidamento delle competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto.

Restano inalterate le agevolazioni previste per le grandi imprese.

Novità anche per le aliquote agevolative offerte dal Credito d’imposta beni strumentali 4.0: per gli investimenti in beni strumentali immateriali 4.0, effettuati dal 1° gennaio 2022 e fino al 30 giugno 2023, l’intensità d’aiuto aumenterà dal 20 al 50%.

 

Seguiranno ulteriori aggiornamenti successivamente alla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

 

 

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