Credito d’imposta investimenti pubblicità – Legge di Bilancio 2021

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Credito imposta investimenti pubblicità

Credito d’imposta investimenti pubblicità – Legge di Bilancio 2021

La Legge di Bilancio 2021 ha prorogato il Credito d’imposta investimenti pubblicitari fino al 2022, la misura prevede un’agevolazione fiscale pari al 50%  sugli investimenti relativi a campagne pubblicitarie effettuate sulla stampa quotidiana e periodica, anche digitale.

Il Bonus Pubblicità, istituito nel 2018 dalla legge n. 50 del 24 aprile 2017, ha subito proroghe e modifiche negli anni. Fino al 2019, la misura prevedeva che il valore dell’investimento superasse almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. Dal 2020 permette di effettuare il calcolo sull’importo complessivo degli investimenti pubblicitari totali effettuati.

Attività e spese ammissibili per l’accesso al Credito d’imposta investimenti pubblicitari 2021

Il bonus è rivolto a tutte le imprese, di qualsiasi dimensione e indipendentemente dalla natura giuridica, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali. Gli investimenti devono essere relativi a giornali editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il Tribunale o presso il Registro degli operatori di comunicazione.

A differenza della misura vigente nell’anno 2020, l’accesso spetta esclusivamente per l’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali effettuati unicamente su giornali quotidiani e periodici (nazionali o locali), pubblicati in edizione cartacea o editi in formato digitale. Attualmente verrebbero dunque escluse emittenti radiofoniche e televisive locali e nazionali. Si ritengono inoltre escluse le spese accessorie, i costi di intermediazione e ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario.

Scadenza ed informazioni utili

Non sono ancora note le date di apertura sportello per la presentazione delle domande e le modalità con le quali sarà possibile inoltrare la richiesta.

Il Bonus pubblicità prevede il divieto di cumulo con altre agevolazioni nazionali, regionali o europee. La certificazione dei costi deve essere sottoscritta da un revisore legale.

L’agevolazione è concessa nel limite massimo dello stanziamento annualmente previsto e nei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis“.

 

 

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