Classificazione delle attività ammesse al Credito d’imposta R&S, Innovazione e Design

Home - Approfondimenti - Classificazione delle attività ammesse al Credito d’imposta R&S, Innovazione e Design
Classificazione Credito d'imposta Ricerca Sviluppo R&S Innovazione Design

Classificazione delle attività ammesse al Credito d’imposta R&S, Innovazione e Design

Il Decreto attuativo del MISE, firmato da Patuanelli e in attesa di pubblicazione ufficiale, definisce i criteri per ottenere il Credito d’imposta R&S, Innovazione e Design (introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, commi 198-207), con una classificazione di attività e spese ammissibili, documenti da presentare ed esempi.

La misura stabilisce con precisione finalità e risultati delle attività, restando in linea con i criteri generali elaborati dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE-Manuale di Frascati 2015).

Il provvedimento, oltre a definire le modalità attuative del Credito d’imposta, renderà operative le misure previste dal Piano Transizione 4.0 al fine di avviare una nuova politica industriale del Paese fino al 2022, con una dotazione complessiva di 7 miliardi di euro.

In attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, riepiloghiamo qui di seguito le principali novità.

Classificazione delle attività ammesse al Credito d’imposta R&S, Innovazione e Design

Il Decreto, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, classifica i criteri per la corretta applicazione sul piano tecnico delle attività di R&S, innovazione tecnologica, design/ideazione estetica e definisce le regole di determinazione e imputazione temporale delle spese ammissibili, con alcune precisazioni sugli oneri documentali in base alle categorie di spesa.

Possono beneficiare del Credito d’imposta le imprese italiane di qualsiasi settore, in regola con il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) e la normativa per la sicurezza sul lavoro.

Attività di Ricerca e Sviluppo 

Il Credito d’imposta per le attività R&S è pari al 12%, fino ad un importo massimo di 3 milioni di euro.

Le attività principali sono le seguenti:

  • Ricerca Fondamentale

Lavori sperimentali o teorici finalizzati all’acquisizione di nuove conoscenze in campo scientifico o tecnologico, senza arrivare necessariamente ad un utilizzo o un’applicazione a breve termine.

Esempio: teorie interpretative, schemi o diagrammi esplicativi.

  • Ricerca Industriale

Lavori originali per individuare possibili applicazioni di nuove conoscenze derivanti da un’attività di ricerca fondamentale o trovare nuove soluzioni per il raggiungimento di uno scopo o un obiettivo pratico predeterminato. Rientrano in questo ambito le attività volte ad approfondire le conoscenze esistenti al fine di risolvere problemi di carattere scientifico-tecnologico.

Esempio: modello di prova, realizzato per verifiche in via sperimentale e dimostrazioni, finalizzate alla fase successiva dello sviluppo sperimentale (non nel suo stato finale)

  • Sviluppo Sperimentale

Lavori sistematici, basati sulle conoscenze esistenti ottenute dalla ricerca o dall’esperienza pratica, volti ad acquisire ulteriori conoscenze e raccogliere le informazioni tecniche necessarie, per la realizzazione di nuovi prodotti o processi di produzione o il miglioramento significativo di prodotti o processi già esistenti (ovvero, modifiche finalizzate ad apportare una novità).

Esempio: la realizzazione di prototipi o impianti pilota.

Attività di Innovazione Tecnologica

Realizzazione o introduzione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa.

Il Credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica prevede un beneficio fiscale del 6%, fino ad un importo massimo di 1,5 milioni di euro.

  • Nuovi prodotti

I nuovi prodotti – o quelli significativamente migliorati – devono differenziarsi rispetto a quelli già realizzati dall’impresa sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità.

  • Nuovi processi o metodi di produzione/distribuzione/logistica di beni o servizi

I nuovi processi  – o significativamente migliorati – devono comportare un cambiamento significativo nelle tecnologie, negli impianti, macchinari e attrezzature, nel software, nell’efficienza delle risorse impiegate, nell’affidabilità e sicurezza per i soggetti interni o esterni coinvolti nei processi aziendali.

Esempi di interventi ammessi:

    • lavori svolti nelle fasi pre-competitive legate alla progettazione,
    • realizzazione e introduzione delle innovazioni tecnologiche,
    • lavori concernenti le fasi di test e valutazione dei prototipi o delle installazioni pilota.

Non sono considerate attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta:

    • modifiche o migliorie minori ai prodotti e ai processi già realizzati o applicati dall’impresa;
    • soluzione di problemi tecnici legati al normale funzionamento dei processi di produzione dell’impresa, oppure per l’eliminazione di difetti di fabbricazione dei prodotti dell’impresa;
    • personalizzazione dei prodotti o dei processi dell’impresa su specifica richiesta di un committente;
    • controllo di qualità dei prodotti o dei processi e per la standardizzazione degli stessi.

Attività di Innovazione Tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0

Trasformazione dei processi aziendali attraverso l’integrazione e l’interconnessione dei fattori, interni ed esterni all’azienda, rilevanti per la creazione di valore.

Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta del 10% fino ad un importo massimo di 1,5 milioni di euro.

Ad esempio, soluzioni che consentano:

  • un’integrazione comune dei diversi componenti, moduli e sistemi di un’architettura aziendale (Digital Service Backbone) che, tramite l’implementazione di un modello di dati comune e il supporto di diversi protocolli e interfacce, siano in grado di garantire l’interconnessione trasparente, sicura ed affidabile dei diversi dispositivi hardware (celle robotizzate e Controllori Logici Programmabili) e delle applicazioni software (MES e SCADA);
  • il miglioramento della gestione operativa della produzione mediante assegnazione ottimale dei lavori alle macchine, sequenziamento delle attività, gestione della forza lavoro, abbinamento e predisposizione tempificata di utensili e attrezzature, allo scopo ad esempio di migliorare l’utilizzo delle macchine, ridurre i lead time di produzione, minimizzare i costi, migliorare le prestazioni di consegna;
  • l’integrazione tra il sistema informatico (IT) e le fasi del processo di produzione di beni o servizi (Operations), attraverso l’applicazione di tecnologie digitali;
  • la pianificazione e la simulazione dei processi produttivi, aiutando a definire le traiettorie di processo e i parametri ottimali di lavorazione, a partire dalle caratteristiche delle macchine disponibili e dei prodotti da realizzare allo scopo di migliorare le prestazioni, la qualità e/o ridurre i costi;
  • la definizione sistematica di indicatori chiave degli obiettivi aziendali (KPI’s), attraverso la produzione e raccolta automatica dei dati di processo;
  • di generare report di analisi relative al funzionamento delle risorse tecnologiche, materiali e personali coinvolte nei processi di produzione di beni o servizi (analisi di tipo descrittivo, diagnostico, predittivo, prescrittivo);
  • di ottenere suggerimenti da parte di sistemi/piattaforme e applicazioni IT sulle azioni correttive in base al funzionamento delle risorse coinvolte nel processo, permettendo ad esempio di inviare feedback/alert su un’eventuale deriva del funzionamento del processo o di realizzare processi e sistemi adattativi;
  • la digitalizzazione di processi e prodotti nelle diverse aree e ambiti di creazione del valore (manutenzione predittiva macchine utensili CNC, tracciabilità di processo/prodotto, logistica/magazzino/movimentazione, controllo qualità, tracciatura automatica delle specifiche di qualità di un prodotto, di materie prime);
  • di digitalizzare le interazioni tra i diversi operatori delle filiere produttive, la messa a punto di modelli di condivisione delle informazioni o di protocolli e metodi per il tracciamento dei prodotti all’interno della filiera, allo scopo di migliorare la cooperazione e la resilienza delle filiere estese;
  • la possibilità di funzioni real time remote di telediagnosi, teleassistenza, telemanutenzione, installazione a distanza, monitoraggio (con funzioni accessibili on demand o con l’interconnessione) ed altre soluzioni atte a favorire lo svolgimento di prestazioni lavorative da remoto (smart working);
  • la riprogettazione delle funzioni, dell’architettura, dei moduli e della connettività dei beni strumentali in ottica di digitalizzazione, per consentire l’introduzione di soluzioni pay per use di macchine e sistemi di produzione;
  • di implementare (o potenziare) blockchain, cyber-security, edge e cloud computing, per garantire la sicurezza delle soluzioni descritte nei punti precedenti.

Attività di Innovazione Tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di transizione ecologica

Trasformazione dei processi aziendali secondo i principi dell’economia circolare, definiti nella comunicazione della Commissione Europea (COM 2020).

Per le attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di transizione ecologica, il credito d’imposta del 10% fino ad un importo massimo di 1,5 milioni di euro.

Come ad esempio, interventi relativi a:

  • progettazione di prodotti sostenibili resistenti e concepiti per essere riutilizzati, riparati o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali (intervento finalizzato alla riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti, ovvero “Ecodesign”);
  • realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali;
  • modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche;
  • soluzioni tecnologiche per il recupero finalizzato ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori;
  • tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale;
  • soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni;
  • modelli di business “prodotto come servizio” (product-as-a-service) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali.

Attività Design ed Ideazione Estetica

Lavori finalizzati ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali quali, ad esempio, caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale e degli ornamenti. Per “prodotto” si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi i componenti di prodotti complessi, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici.

L’agevolazione fiscale prevista dal credito d’imposta per attività di design ed ideazione estetica è pari al 6%, fino ad un importo massimo di 1,5 milioni di euro.

Per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento (o altri settori in cui è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti), sono considerate ammissibili le attività relative alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti, con riguardo ai tessuti o ai materiali utilizzati, alla loro combinazione, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi rilevanti.

Sono esclusi dall’agevolazione i lavori finalizzati al semplice adattamento di una collezione o un campionario esistente attraverso l’aggiunta di un singolo prodotto o la modifica di una sola caratteristica dei prodotti esistenti, come ad esempio la modifica di un colore o di un unico elemento di dettaglio.

Esempio: la realizzazione dei campionari non destinati alla vendita.

 

L’agevolazione si applica esclusivamente in compensazione, in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

Al Credito d’imposta 2020, sono ammessi investimenti effettuati nel periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2019, anche se iniziati in periodi di imposta precedenti. Ovvero, sono ammesse le spese sostenute nel 2020 anche se i progetti di R&S, Innovazione e Design sono stati avviati nel 2019.

 

 

Per essere sempre aggiornato sulle agevolazioni dedicate alle imprese, iscriviti alla nostra newsletter oppure unisciti al nostro canale Telegram!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli Recenti

Categorie

Contattaci per maggiori informazioni