Accesso al mercato azionario, al via il bonus per le PMI

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Accesso al mercato azionario, al via il bonus per le PMI

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.139 del 18/06/18 diviene operativo il credito d’imposta per la quotazione in Borsa delle PMI.

A quanto ammonta il bonus per le PMI

Lo stanziamento per gli anni 2019-2021 ammonta a 80 milioni di euro.

Il contributo, che copre un ampio spettro di costi, può arrivare fino a 500 mila euro.

L’iniziativa mira a favorire l’accesso al mercato azionario per contrastare la sottocapitalizzazione delle aziende italiane, poco solide sul fronte delle garanzie patrimoniali.

BankItalia, in un rapporto del 2016, presentava le imprese italiane meno stabili sul fronte dell’equity rispetto a quelle dei paesi trainanti dell’eurozona. Una bassa capitalizzazione significa maggior volatilità, maggiore esposizione al rischio, e maggiore difficoltà di accesso al credito e di investimento.

Quali sono i soggetti ammessi al Bonus per l’accesso al mercato azionario?

Le PMI italiane con un numero di Ula (Unità lavorative-anno) compreso tra 10 e 250, fatturato annuo compreso tra 2 e 50 milioni o totale annuo di bilancio compreso tra 2 e 43 milioni di euro (nel calcolo occorre tener conto di eventuali rapporti di controllo o collegamento societario). Le imprese devono essere costituite e regolarmente iscritte al registro delle imprese alla data di presentazione della domanda e operare nei settori economici ammessi dal Regolamento di Esenzione (UE) N. 651/2014, compreso il settore della produzione di prodotti agricoli.

Spese ammissibili

Sono ammessi i costi di consulenza sostenuti dal 1/1/2018 al fine di ottenere, entro il 31/12/2020, l’ammissione alla quotazione. I costi devono riguardare le attività di ammissione alla quotazione e al collocamento delle azioni, nonché le attività professionali per questioni legali, fiscali, contrattualistiche e di due diligence.

In particolare:

  • attività sostenute in vista dell’inizio del processo di quotazione e ad esso finalizzate, quali: l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;
  • attività fornite durante la fase di ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione stessa;
  • attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
  • attività di revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e conseguente preparazione di un report, incluse quelle relative alla due diligence finanziaria;
  • attività riguardanti questioni legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti alla procedura di quotazione.

L’effettività del sostenimento dei costi e l’ammissibilità degli stessi dovrà risultare da apposita attestazione rilasciata dal presidente del collegio sindacale, oppure da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Come ottenere le agevolazioni 

Per ottenere il credito d’imposta (importo massimo 500 mila euro, nella misura massima del 50% dei costi sostenuti per le attività finanziabili), si dovrà inoltrare apposita istanza, in via telematica, nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell’anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo.
Il credito è utilizzabile solo in compensazione, a decorrere dal decimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui è stata comunicata la concessione e non è imponibile né ai fini Ires né Irap.

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